Courbet e il Realismo


Nasce nel '19 a Ornans (vicino a Besancon) da una famiglia di piccoli possidenti. Compie gli studi appropriati per un giovane di buona famiglia.Nel 1831 fu mandato a studiare nel seminario di Ornans. Con Claude-Antoine Bau o Baud prese lezioni di disegno. Il maestro portava gli allievi in campagna e li induceva a copiare liberamente. Il cugino Max Buchon (che poi scriverà Essais poetiques) ci racconta molte cose sull'infanzia di Courbet. "Eravamo nella stessa classe. Io ero calmo ed esitente, lui vivace ed esuberante.Io ottenevo note di merito alla fine di ogni anno, mentre lui non ne otteneva mai". Al Liceo Reale di Besancon non ebbe grandee soddisfazioni, però lesse molto. Lamartine, Musset e Hugo erano i suoi autori preferiti.

Al Salon del 1837 i quadri a carattere religioso superano quelli a a tema--- storico-bellico. La monarchia di Luglio (1830-1848) è in un clima di torpore e incertezza. Si assiste ad un aggravamento delle condizioni di vita delle classi lavoratrici contemporaneamente ad un buon sviluppo economico della nazione. In questa atmosfera incomincia a dipingere il piu' grande pittore realista Europeo e cioè Gustav Courbet. Il padre lo manda a Parigi per fargli studiare giurisprudenza ma ben presto abbandonò gli studi e cominciò a frequentare l'atelier di Charle Steuben, l'Academie Suisse e passare la maggior parte del tempo a copiare le grandi opere del Louvre, in particolare Rembrandt e Velasquez.. Frequentava anche la Brasserie Momus dove conobbe Henri Murger (autore de "La vie de boheme" e la Brasserie Andler dove conobbe i pittori Bonvin, Daumier, Corot e Decamps, gli scrittori Baudelaire, Champfleury, musicisti e critici. Conobbe anche il filosofo Proudhon, originario anche lui della Franca Contea, a cui si legò in maniera profonda, forse

G. Courbet 'Un funerale a Ornans' Nel '38 il critico e pittore Alexandre Decamps scrive sul "National" :La regione di Courbet
"Le opere d'arte di una originalità troppo indipendente, d'una esecuzione troppo ardita, offendono gli occhi della nostra società borghese il cui spirito ristretto non può abbracciare nè le vaste concezioni del genio, nè gli slanci generosi d'amore dell'umanità. L'opinione marcia terra-terra; tutto ciò che è troppo vasto, tutto ciò che si eleva al di sopra di esse, le sfugge."

E ancora nel '38 scrive
" L'arte è un possente mezzo di educazione pubblica... si tratta di ritemprare l'arte in uno spirito sociale e di rendere la sua forza civilizzatrice"
G. Courbet 'Uomo col cane nero'In questi anni Courbet è influenzato dalle teorie anarchico-socialiste di Proudhon, dal socialismo utopico di Owen e Fourier. Fourier è l'inventore e propugnatore dei Falansteri, cioè di insediamenti rurali in cui fisicamente e ed economicamente si attui una vita in comune. Le famiglie abitanti in un Falansterio mettono insieme le risorse e dividono i frutti del lavoro; ci sono cucine in comune, asili e scuole. I tentativi di realizzare tali comunità non ebbero successo, solo l'industriale J.B.Godin riuscì qualche anno dopo ad organizzarne uno simile, ma attaccato alla sua fabbrica a Guisa.

Nel 1843 il critico Villemessant sulla rivista "Sylphide" scrisse a proposito delleselezioni del Salon "La giuria è composta da uomini educati sotto l'impero, opachi residui della scuola davidiana, che nei suoi anni migliori produsse artisti come Gros, Guerin, Girodet, Gerard, la falange più falsa e nociva di tutte lescuole. Fortunatamente per le arti questa maniera venne demolita da Ingres, nel nome del disegno , e da Delacroix, nel nome del colore." E' il 1848 che catalizza tutte le energie e dà il via alla grande pittura realista. Dice infatti Courbet "Senza la rivoluzione di Febbraio forse non ci sarebbe mai stata la mia pittura". I tentativi di esporre al Salon non avranno successo fino al '44 con "Uomo col cane nero" ancora legato però alla sensibilità romantica.

G. Courbet 'Lo spaccapietre'Con "Dopopranzo a Ornans" Courbet sconvolge il panorama artistico. Viene esposto al salon del '48 contemporaneamente a "Le donne di Algeri" di Delacroix. Delacroix dice "Ecco un innovatore, un rivoluzionario, e vien fuori di colpo senza precedenti." In un interno modesto, attorno ad un tavolo, un uomo suona il violino(Promayet, amico di Courbet), un anziano (il padre) si appisola, egli stesso ascolta e un altro uomo (Adolphe Maret) si accende una pipa. Ogni uomo ha la dignità per essere dipinto a grandezza naturale, in un interno realistico. Basta con gli imperatori a cavallo e le eroine bibliche. Da questa grande opera verranno "I giocatori di carte" di Cezanne e "I mangiatori di patate" di Van Gogh"

G.Courbet 'Gli spaccapietre' Nel 1850 espone "Sepoltura a Ornans" una tela di grandi dimensioni : 315x668 (ora al Museo d'Orsay). Courbet rappresenta realisticamente un funerale nella sua città : tutto il paese è rappresentato , il sindaco, il parroco, i sacrestani, i borghesi, i contadini.Ci sono le sorelle e la madre di Courbet, il cugino di Proudhon, due vecchi vestiti alla Giacobina e il becchino del paese.

Courbet mette in primo piano la fossa e allinea la gente in secondo piano, ma con un realismo quasi epico, con una schiettezza non retorica. Anche le dimensioni danno fastidio, mai prima d'ora si erano dipinto contadini di tali dimensioni

RitrattoUn uomo legato ancora alla cultura classicista è Ingres che non approva affatto :
"Come può capitare alla Natura di guastare con le proprie mani le sue più belle occasioni? La Natura ha dotato questo giovane dei suoi doni più rari...Quanti doni sacrificati... Niente come composizione, niente come disegno ma soltanto esagerazioni e quasi parodia. Questo giovanotto è un occhio... Quest'altro rivoluzionario sarà un esempio disastroso"

Infatti egli risponde "Dipingo ciò che vedo" e "La pittura è un'arte essenzialmente concreta, che può consistere soltanto nella rappresentazione delle cose reali ed esistenti. E' un linguaggio tutto fisico che ha per parole tutti gli oggetti visibili. Un oggetto astratto, invisibile, che non esiste, non è di dominio della pittura." Nel '49 dipinge ancora due opere fondamentali come "Lo spaccapietre" e "Gli spaccapietre"

Van Gogh dirà di Courbet
" Un ritratto di Courbet è di un valore più alto, è energico, libero, dipinto con ogni gamma dei bei toni profondi, di rosso-bruni, dorati, violetti, più freddi nell'ombra col nero... E' più bello del ritratto di chiunque tu voglia, il quale avrebbe imitato il colore del viso con orrenda esattezza."

La pittura di Courbet risente di numerose scuole : egli prende qualcosa dalla scuola spagnola : Velasquez, Ribera, Zurbaran, Goya; da quella fiamminga : Rembrandt, Hals; dai paesaggisti della scuola di Barbizon e specialmente Corot; da Constable; da Gericault e Delacroix e anche da David e Ingres.

G.Courbet 'L'atelier del pittore'"L'atelier del pittore" non viene ammesso all'Esposizione Universale del '55 che in quell'anno sostituisce il Salon. Vengono accettate 10 opere ma non la Sepoltura e l'Atelier. Allora Courbet con i soldi prestatigli dal collezionista Bruyas (il suo primo finanziatore) costruisce un padiglione privato ,davanti a quello ufficiale, dove espone le sue opere a pagamento (1 Franco).
Nel Salon ufficiale vi era un padiglione intero per Ingres, uno per Delacroix, i due grandi avversari e rappresentanti delle tendenze neoclassiche e romantiche. L'opera di Courbet aveva come sottotitolo : Allegoria reale. Interno del mio studio : una fase di sette anni della mia vita artistica. Nel quadro si vede Courbet intento a dipingere un paesaggio con una modella nuda di fianco e un bambino che osserva. A destra i suoi ammiratori : Champfleury, Bruyas, Promayet, Proudhon, due innamorati, una coppia di borghesi ammiratori,Baudelaire, Buchon. A sinistra figure simboliche : una mendicante irlandese che allatta, un bracconiere coi cani, reduci del'93, un rabbino, un operaio con le braccia conserte in segno di sciopero, una prostituta, un becchino.

G.courbet 'Le bagnanti'Le opere di Courbet creano ogni volta scandalo : "Le bagnanti " del '53, "Le vagliatrici di grano" del '54 e "Ragazze in riva alla Senna" del '57.G.Courbet: 'Ragazze in riva alla Senna' Come per le "Spigolatrici " di Millet la critica conservatrice diceva :
"Dietro le spigolatrici ci sono le rivolte contadine e gli incendi del '93".

G.Courbet 'pigrizia e lussuria' 1863Dipinge anche nudi femminili molto erotici : "Pigrizia e lussuria" e "L'origine del mondo" entrambi del '66. Opere commissionate da un diplomatico turco che le custodiva gelosamente nel suo appartamento. La seconda mostra un pube femminile in primo piano. Poi acquistata dal folosofo Lacan, ora è esposta al Museo d'Orsay.

G.Courbet 'L'origine del mondo' 1863 Courbet partecipa alla Comune di parigi del'71, e viene eletto rappresentante. Propone di abbattere la Colonna Vendome; la colonna che, alla maniera di quelle antiche romane, celebrava le vittorie di Napoleone.
"La colonna Vendome è un monumento destituito di ogni valore artistico. tendente a perpetuare nella sua espresione, le idee di guerra e di conquista proprie di una dinastia imperiale, idee del tutto contrarie al sentimento di una nazione repubblicana." Il terrore controrivoluzionario del governo di Thiers fu spietato, furono fucilati 30.000 uomini e 40.000 furono deportati.

Ormai le critiche sono sempre più aspre :
Barbey d'Aurevilly " Sarebbe necessario mostrare a tutta la Francia il cittadino Courbet chiuso in una gabbia di ferro ai piedi della colonna Vendome. Lo si farebbe vedere a pagamento"
Alexandre Dumas figlio " Sotto qual cielo, con l'aiuto di qual letamaio, di quale mistura di vino , birra, di muco corrosivo e di flatulenza tumefazione, ha potuto svilupparsi queta zucca sonora e pelosa, questo ventre estetico, incarnazione dell'io imbecille e impotente?"

Il pittote Meissonier " Per noi è ormai necessario che Courbet sia morto"
Edmond e Jules de Goncourt "nell'arte di Courbet non v'era nulla di nulla"
Charles Perrier " Courbet è l'anticristo della bellezza fisica e morale"
Josephin Paladon "Immaginate uno dei contadini di Balzac che sappia dipingere; una specie di animale,ma astuto, che non vede lonatno, ma che vede giusto; un ignorante che non conosce nulla dell'arte e che non ha letto altro che gli articoli dove si parla di lui."

Il governo gli chiederà i soldi per la ricostruzione della colonna Vendome; confiscato di tutto andrà in esilio in svizzera dove morirà il 31 dicembre 1877.



MACCHIAIOLI

G. Fattori ' Maria Stuarda al campo di Crookstone'Verso il 1856 gli artisti che frequentano il caffè Michelangelo a Firenze incominciarono a sentire la necessità di cambiare temi e tecniche della pittura italiana ancora molto legata alla sensibilità romantica più provinciale e di rinnovarla sulla scorta delle esperienze francesi. Molti artisti italiani cominciavano a compiere viaggi di "studio" a Parigi per conoscere la nuova pittura di Corot e della scuola di Barbizon, per vedere Gericault e Delacroix e anche David e Ingres.

Boldini e De Nittis si stabiliranno definitivamente a parigi partecipando sullo stesso piano dei francesi alla vicenda artistica. Dunque Firenze era la città italiana più all'avanguardia in quegli anni e molti pittori usciti dall'esperienza delle campagne risorgimentali del'48 e '49 cominceranno a dipingere in modo più sintetico, secondo la macchia. Erano:
Fattori. Signorini, Lega, Cecioni, Banti, Puccinelli, Borrani, Sernesi, Cabianca, Costa, Altamura, DeTivoli. Con loro il giovane critico Diego Martelli.

R. Sernesi 'Tetti al sole' La "macchia" consisteva nel "accentuazione del chiaroscuro per stabilire il valore strutturale della luce-colore contro l'alleggerimento della tecnica a velature" . Cioè il colore veniva steso in modo più deciso, organizzando il dipinto in zone omogenee di colore non attenuate dalle velature del chiaroscuro tonale che ammorbidisce la forma e crea maggior rispondenza dell'oggetto dipinto rispetto all'idea di quello reale.I macchiaioli pensavano che se la luce piena del giorno crea forti contrasti di luce e ombra e confonde i contorni e mescola le forme, tale effetto deve essere riportato sulla tela.

O. Borrani 'Le cucitrici'Tale tecnica veniva già usata nei bozzetti dei temi di storia, poi lentamente si fa strada anche nell'esecuzione di opere finite. Spesse volte si usava uno specchio nero per accentuare il "ton gris" cioè quel tono grigio unificatore.

Giovanni Fattori è forse il maggior interprete di questa tendenza. Esordisce con opere di carattere storico e didascalico secondo gli insegnamenti del suo maestro Pollastrini. Temi presi dagli scritti di Massimo D'Azeglio o Tommaso Grossi come "Elisabetta regina d'Inghilterra consegna al cardinale arcivescovo il giovinetto Duca di York". Già dalla lunghezza del titolo si immagina la retorica dell'opera.

G. fattori 'Campo italiano alla battaglia di Magenta' Il momento della svolta è il '59 con l'opera che vincerà il primo premio al concorso Ricasoli :"Campo italiano alla battaglia di Magenta" dove vediamo il carro della Croce Rossa passare tra i soldati. La nuova pittura si esalta nei paesaggi, studiati all'aperto come per gli impressionisti, che spingono gli artisti a preferire tele orizzontali. Molti di loro si ritrovano a Castiglioncello, nella casa di Martelli a dipingere, o sulle rive del Magra o a Piagentina (vicino Fiesole) come Silvestro Lega.

G.Fattori 'In vedetta'Grandissime sono due opere di fattori che raccontano la realtà dell'esperienza risorgimentale : "In vedetta" e "Lo staffato". Ne "In vedetta" la novità dell' inquadratura, con il muro bianco in diagonale che domina il paesaggio e il silenzio dei cavalieri nella spiaggia solitaria crea uno dei più alti capolavori della pittura italiana. "

Lo staffato" colpisce lo spettatore con la sua cruda realtà : un soldato ferito e staffato è trascinato dal suo cavallo spaventato al galoppo lungo un sentiero, lasciando una scia di sangue dietro se. Il più vero e antiretorico monumento ai Caduti delle guerre Risorgimentali.G.Fattori 'Lo staffato'

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