James Rosenquist

Grand Forks, North Dakota, 29 Novembre 1933


Testo di Fabio Gimondi



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F-111

(olio su tela con alluminio, 23 sezioni, 304.8x2621.3cm, 1964-65 NY museum of modern art)

Come gli altri artisti della Pop Art Rosenquist è affascinato in maniera particolare dalle immagini commerciali, di consumo e quotidiane. Egli inoltre comprende il potere dell’uso della pubblicità e il suo passo successivo e decisivo fu quello di esplorare il potenziale artistico dei cartelloni pubblicitari. Lo stile di Rosenquist è caratterizzato, in questo dipinto in maniera particolare, da fratture disorientate e dalla ricombinazione di immagini. Quindi F-111 diventa ancora più travolgente attraverso le sue dimensioni particolarmente grandi e la sua forma panoramica: è stato dipinto per ricoprire 4 pareti di una stanza, inghiottendo e circoscrivendo gli osservatori. Bisogna anche dire che questo dipinto mette insieme immagini della prosperità americana con la corrente visiva più buia. Delle bolle d’aria “tuffatrici” sono rimate con delle nuvole a forma di funghi; una piccola ragazza sorridente siede sotto un missile che funge da elmetto; la presenza di questo mare di spaghetti assume un aspetto alquanto viscerale; la tessitura attraverso e intorno a queste immagini è l’F-111 stesso, un caccia bombardiere della U.S. Air Force. Dipinto durante la guerra del Vietnam l’F-111 disegna delle connessioni disturbate tra il militarismo e la struttura consumistica della società americana.
MARILN MONROE

(1962 olio e smalto su tela 236x183cm NY museum of modern art)

Icona dello schermo e sex symbol, Marilyn Monroe rappresenta il soggetto preferito di molti artisti della Pop Art ed è rappresentata in più di 15 lavori nella collezione del Museo. In questo dipinto, che rappresenta un tributo all’attrice, creato subito dopo la sua morte, Rosenquist inverte, frammenta e oscura parzialmente la sua immagine con una porzione del suo nome sovrapposta. Egli include anche un segmento del nome della marca “Coca-Cola”. Comparando Marilyn Monroe con questo logo, il pittore vuole dare l’impressione che lei sia l’icona, l’esempio della cultura popolare americana come l’onnipresente soft drink.
CAMPAIGN

(1965, litografia, composizione e foglio, 75x57cm, NY museum of modern art)

Campaign, una delle prime stampe pubblicate da Rosenquist, simboleggia la strategia dell’artista di combinare immagine non in relazione e colori che sono ambigui nel significato ma inaspettatamente unificati nella composizione. Campaign include dei frammenti di un dipinto che l’artista ha prodotto per la dimostrazione contro la guerra nel Vietnam. I contenitori di Kleenex , le saliere e lo sfondo floreale sono il simbolo di una società consumistica. La sottile raffigurazione dell’uniforme militare essendo cosparsa di sale, consiglia un’alternativa non violenta alla guerra. Il titolo si riferisce ai 20 giorni dell’artista passati a ULAE per completare questa stampa.
PAINTING FOR THE AMERICAN NEGRO

(1962/1963, olio su tela, 203x533 cm, national gallery of Canada)

Painting for the American negro mette insieme frammenti di immagini di pubblicità e dei movimenti per i diritti civili su un cartellone, dandogli un vero e proprio stile. Sulla sinistra del pannello vi è la presenza di gambe atletiche che tengono verso l’alto le circostanti teste nere, immerse sotto l’acqua. Una linea bianca, sempre sulla sinistra del pannello, divide queste teste e Lincoln, rappresentato come una figura che siede sopra di esse. All’interno del pannello centrale si può notare la presenza di queste facce tagliate e non complete, che interrompono in maniera abbastanza brusca la linea e la sinuosità della Chevrolet rappresentata sullo sfondo, datata anni ’50. Mentre sulla destra, una fetta di torta bianca con glassa al cioccolato tocca la testa di un uomo di colore vestito con l’abito e interamente dipinto di rosso. A coprire i tre pannelli ci sono un paio di occhiali rossi ben strutturati, i quali ci vengono aperti per guardarci dentro.
EVOLUTIONARY BALANCE

(1977, olio su tela montata su un pannello, 205x465x7 cm, NY)

Quest’opera è costituita principalmente da una tela di dimensioni abbastanza notevoli montate su un pannello. Evolutionary balance offre un eloquente e interessante argomento di discussione per quanto riguarda la tematica dello scorrere del tempo. La parte sinistra del pannello contiene un’immagine, probabilmente il volto di una donna, che starebbe a rappresentare la gioventù. Le caratteristiche perfette della figura sono sovrapposte a un interno soleggiato. Il centro del pannello mostra la memoria e il passaggio del tempo: questi elementi sono accentuati dalla presenza di una clipboard (tavola che serve per bloccare i fogli) con all’interno delle candele di compleanno e un remo che va alla deriva. La parte destra del pannello rappresenta la vecchiaia e la morte: infatti la presenza di linee astratte rompono la silhouette di un teschio. Infine la striscia di pancetta che unisce le tre sezioni sta a rappresentare il corpo inteso in senso materiale e mortale.
NOMAD (1963, olio su tela plastica e legno, 228x358 cm, Albright-knox Art gallery, Buffalo):
Questo quadro è intitolato Nomad. Un nomade come ben sappiamo è una persona che gira per il mondo di posto in posto e non ha un’abitazione permanente. I dipinti solitamente hanno una parte che è situata fuori rispetto alle altre: questa tecnica è chiamata “punto focale”. I dipinti di Rosenquist non hanno questo punto focale infatti i nostri occhi continuano a muoversi per il dipinto come dei nomadi. Le parti che più facilmente si possono riconoscere dopo un primo sguardo sono le ballerine, il tavolo da picnic, gli spaghetti e l’erba del prato. Molte persone riconoscono il microfono ma al contrario hanno delle piccole difficoltà a individuare la lampadina. La scritta Oxy si riferisce al sapone per la lavatrice Oxydol, che è contenuto in una scatola verde con archi bianchi, rossi e gialli. Una delle ragioni perché le persone fanno fatica a individuare gli oggetti in Nomad è che non sono riprodotti in scala, basti pensare alla lampadina che risulta essere più grande delle ballerine. La scala quindi svolge un ruolo estremamente importante nei lavori di Rosenquist ,che molto spesso si diverte a giocarci.
NOMAD

(1963, olio su tela plastica e legno, 228x358 cm, Albright-knox Art gallery, Buffalo)
Questo quadro è intitolato Nomad. Un nomade come ben sappiamo è una persona che gira per il mondo di posto in posto e non ha un’abitazione permanente. I dipinti solitamente hanno una parte che è situata fuori rispetto alle altre: questa tecnica è chiamata “punto focale”. I dipinti di Rosenquist non hanno questo punto focale infatti i nostri occhi continuano a muoversi per il dipinto come dei nomadi. Le parti che più facilmente si possono riconoscere dopo un primo sguardo sono le ballerine, il tavolo da picnic, gli spaghetti e l’erba del prato. Molte persone riconoscono il microfono ma al contrario hanno delle piccole difficoltà a individuare la lampadina. La scritta Oxy si riferisce al sapone per la lavatrice Oxydol, che è contenuto in una scatola verde con archi bianchi, rossi e gialli. Una delle ragioni perché le persone fanno fatica a individuare gli oggetti in Nomad è che non sono riprodotti in scala, basti pensare alla lampadina che risulta essere più grande delle ballerine. La scala quindi svolge un ruolo estremamente importante nei lavori di Rosenquist ,che molto spesso si diverte a giocarci.

THE SWIMMER IN THE ECONOMIST


(1997-1998, olio su tela, 401x609 cm, Aripeka Florida)


Rosenquist continua a produrre dipinti e opere su larga scala, incluso il più o meno recente dipinto, diviso in tre sezioni, chiamato “The swimmer in the economist”, commissionato dalla Deutsche Guggenheim Berlin. La serie di tre dipinti offre un dinamico vortice di immagini, dai colori stesi seguendo un percorso circolare e i beni di consumo, fino ad arrivare alla citazione sia del suo famoso e imponente dipinto F-111 sia del famosissimo quadro “Guernica” dell’autore spagnolo Pablo Picasso. L’opera di Rosenquist commemora l’impresa cooperativa divisa tra Deutsche Bank e il Solomon Guggenheim Foundation, e si riferisce specialmente a una Germania unita, all’industria e alla fiorente economia globale dell’era post Guerra-Fredda. Secondo il pensiero di Rosenquist esiste un detto veneziano che afferma:” L’artista nuota nell’acqua, mentre il critico rimane sulla terraferma”. Così il nuotatore rappresenta la parte attiva e l’economia è un sogno. Quindi il dipinto descrive l’essere immersi in un tumulto.
HORSE BLINDERS

(1968-1969, olio su tela e alluminio, 304x2575 cm, Colonia)

Rosenquist ritiene che lo spazio pittorico sia molto più importante dell’immagine e il suo uso di queste è molto spesso più sintetico che analitico. L’ironia inoltre è solo una componente minoritaria dei suoi lavori. Il suo lavoro è stato catalogato come un nuovo tipo di pittura della storia, senza la presenza dell’aspetto retorico e morale. Horse Blinders è una delle tante colorate litografie di Rosenquist. L’immagine consiste in ciò che sembra essere un cucchiaio immerso in un vasetto di yogurt o pudding, con l’estremità del cucchiaio staccata. Una parte di cavo elettrico entra nell’immagine da sinistra, tuttavia il cavo può essere facilmente confuso per una sorta di pennello utilizzato per dipingere. Rosenquist utilizza colori brillanti, incluso uno spettro di colore dietro il vasetto di yogurt, mentre in primo piano ci sono strisce molto sottili di colore rosso, bianco e blu sulla parte superiore della macchia nera e macchie blu sotto il rosso, il rosa e l’arancione. Rosenquist avrebbe fatto un commento sulla tecnologia della cucina e su come essa sta eliminando e creando allo stesso tempo i nostri “Horse Blinders”.
INDUSTRIAL COTTAGE

(1977, olio su tela, 205x466 cm, Aripeka, Florida)


Industrial Cottage rispecchia un miscuglio di quartieri e parchi industriali lungo il golfo della costa della Florida, dove Rosenquist si stabilì nel 1976. L’artista stava cercando un modo per esprimere il suo debito dopo un catastrofico incidente automobilistico e il titolo esprime l’ironica opinione di se stesso come una “Cottage Industry”. Rosenquist divide la tela in tre zone, ciascuna occupata da grandi forme che riflettono i suoi anni di pittore di cartelloni pubblicitari. In ogni zona un macchinario dal colore freddo entra in contrasto con le forme più soffici e i colori più caldi. Rosenquist ha definito i dipinti di questo periodo come i ritratti di se stesso e le immagini discordanti suggeriscono che la pressione di guadagnare per vivere si intromise tra i comfort della casa e nella sua relazione con l’artista Susan Hall.
THE FRICTION DISAPPEARS

(1965, olio su tela, 122x112 cm, Smithsonian Amercan Art Museum)

): Rosenquist inizialmente, prima di affermarsi come uno dei massimi esponenti della Pop Art, si dedicava alla progettazione e alla costruzione di grandi cartelloni pubblicitari; da questi infatti riprenderà molti dei beni di consumo della società di allora, i quali diverranno protagonisti dei suoi dipinti. Infatti possiamo dire che Rosenquist ha allenato la sua arte tramite il lavoro, come sopra citato, dipingendo slogan e pubblicità nel Minnesota e nella famosa città di New York, dove doveva creare del cibo delizioso e delle sigarette fumabili. The Friction Disappears rappresenta lo scorrere facile delle immagini e l’informazione nella nostra cultura, dove idee non collegate e contraddittorie sono sovrapposte l’una all’altra. Rosenquist ha dipinto l’automobile con lo stesso colore caldo degli spaghetti in scatola semplicemente perché gli piaceva il colore. I minuscoli elettroni che orbitano attorno al globo sulla portiera dell’automobile, sono come dei sentieri di idee e di immagini che si incrociano nel mondo moderno. Rosenquist mette a confronto le inquietanti combinazioni che risultano “due bolle di sapone che collidono e vengono insieme invece di distruggersi a vicenda”.