F-111
(olio su tela con alluminio, 23 sezioni, 304.8x2621.3cm, 1964-65 NY museum of modern art)
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| Come
gli altri artisti della Pop Art Rosenquist è affascinato in
maniera particolare dalle immagini commerciali, di consumo e
quotidiane. Egli inoltre comprende il potere dell’uso della
pubblicità e il suo passo successivo e decisivo fu quello di
esplorare il potenziale artistico dei cartelloni pubblicitari. Lo stile
di Rosenquist è caratterizzato, in questo dipinto in maniera
particolare, da fratture disorientate e dalla ricombinazione di
immagini. Quindi F-111 diventa ancora più travolgente attraverso
le sue dimensioni particolarmente grandi e la sua forma panoramica:
è stato dipinto per ricoprire 4 pareti di una stanza,
inghiottendo e circoscrivendo gli osservatori. Bisogna anche dire che
questo dipinto mette insieme immagini della prosperità americana
con la corrente visiva più buia. Delle bolle d’aria
“tuffatrici” sono rimate con delle nuvole a forma di
funghi; una piccola ragazza sorridente siede sotto un missile che funge
da elmetto; la presenza di questo mare di spaghetti assume un aspetto
alquanto viscerale; la tessitura attraverso e intorno a queste immagini
è l’F-111 stesso, un caccia bombardiere della U.S. Air
Force. Dipinto durante la guerra del Vietnam l’F-111 disegna
delle connessioni disturbate tra il militarismo e la struttura
consumistica della società americana.
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MARILN MONROE
(1962 olio e smalto su tela 236x183cm NY museum of modern art) |

| Icona
dello schermo e sex symbol, Marilyn Monroe rappresenta il soggetto
preferito di molti artisti della Pop Art ed è rappresentata in
più di 15 lavori nella collezione del Museo. In questo dipinto,
che rappresenta un tributo all’attrice, creato subito dopo la sua
morte, Rosenquist inverte, frammenta e oscura parzialmente la sua
immagine con una porzione del suo nome sovrapposta. Egli include anche
un segmento del nome della marca “Coca-Cola”. Comparando
Marilyn Monroe con questo logo, il pittore vuole dare
l’impressione che lei sia l’icona, l’esempio della
cultura popolare americana come l’onnipresente soft drink. |
CAMPAIGN
(1965, litografia, composizione e foglio, 75x57cm, NY museum of modern art) |

| Campaign, una delle prime stampe pubblicate
da Rosenquist, simboleggia la strategia dell’artista di combinare
immagine non in relazione e colori che sono ambigui nel significato ma
inaspettatamente unificati nella composizione. Campaign include dei
frammenti di un dipinto che l’artista ha prodotto per la
dimostrazione contro la guerra nel Vietnam. I contenitori di Kleenex ,
le saliere e lo sfondo floreale sono il simbolo di una società
consumistica. La sottile raffigurazione dell’uniforme militare
essendo cosparsa di sale, consiglia un’alternativa non violenta
alla guerra. Il titolo si riferisce ai 20 giorni dell’artista
passati a ULAE per completare questa stampa. |
PAINTING FOR THE AMERICAN NEGRO
(1962/1963, olio su tela, 203x533 cm, national gallery of Canada)
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| Painting
for the American negro mette insieme frammenti di immagini di
pubblicità e dei movimenti per i diritti civili su un
cartellone, dandogli un vero e proprio stile. Sulla sinistra del
pannello vi è la presenza di gambe atletiche che tengono verso
l’alto le circostanti teste nere, immerse sotto l’acqua.
Una linea bianca, sempre sulla sinistra del pannello, divide queste
teste e Lincoln, rappresentato come una figura che siede sopra di esse.
All’interno del pannello centrale si può notare la
presenza di queste facce tagliate e non complete, che interrompono in
maniera abbastanza brusca la linea e la sinuosità della
Chevrolet rappresentata sullo sfondo, datata anni ’50. Mentre
sulla destra, una fetta di torta bianca con glassa al cioccolato tocca
la testa di un uomo di colore vestito con l’abito e interamente
dipinto di rosso. A coprire i tre pannelli ci sono un paio di occhiali
rossi ben strutturati, i quali ci vengono aperti per guardarci dentro. |
EVOLUTIONARY BALANCE
(1977, olio su tela montata su un pannello, 205x465x7 cm, NY) |

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Quest’opera è costituita
principalmente da una tela di dimensioni abbastanza notevoli montate su
un pannello. Evolutionary balance offre un eloquente e interessante
argomento di discussione per quanto riguarda la tematica dello scorrere
del tempo. La parte sinistra del pannello contiene un’immagine,
probabilmente il volto di una donna, che starebbe a rappresentare la
gioventù. Le caratteristiche perfette della figura sono
sovrapposte a un interno soleggiato. Il centro del pannello mostra la
memoria e il passaggio del tempo: questi elementi sono accentuati dalla
presenza di una clipboard (tavola che serve per bloccare i fogli) con
all’interno delle candele di compleanno e un remo che va alla
deriva. La parte destra del pannello rappresenta la vecchiaia e la
morte: infatti la presenza di linee astratte rompono la silhouette di
un teschio. Infine la striscia di pancetta che unisce le tre sezioni
sta a rappresentare il corpo inteso in senso materiale e mortale. NOMAD (1963, olio su tela plastica e legno, 228x358 cm, Albright-knox Art gallery, Buffalo): Questo
quadro è intitolato Nomad. Un nomade come ben sappiamo è
una persona che gira per il mondo di posto in posto e non ha
un’abitazione permanente. I dipinti solitamente hanno una parte
che è situata fuori rispetto alle altre: questa tecnica è
chiamata “punto focale”. I dipinti di Rosenquist non hanno
questo punto focale infatti i nostri occhi continuano a muoversi per il
dipinto come dei nomadi. Le parti che più facilmente si possono
riconoscere dopo un primo sguardo sono le ballerine, il tavolo da
picnic, gli spaghetti e l’erba del prato. Molte persone
riconoscono il microfono ma al contrario hanno delle piccole
difficoltà a individuare la lampadina. La scritta Oxy si
riferisce al sapone per la lavatrice Oxydol, che è contenuto in
una scatola verde con archi bianchi, rossi e gialli. Una delle ragioni
perché le persone fanno fatica a individuare gli oggetti in
Nomad è che non sono riprodotti in scala, basti pensare alla
lampadina che risulta essere più grande delle ballerine. La
scala quindi svolge un ruolo estremamente importante nei lavori di
Rosenquist ,che molto spesso si diverte a giocarci. |
NOMAD
(1963, olio su tela plastica e legno, 228x358 cm, Albright-knox Art gallery, Buffalo) |  | Questo
quadro è intitolato Nomad. Un nomade come ben sappiamo è
una persona che gira per il mondo di posto in posto e non ha
un’abitazione permanente. I dipinti solitamente hanno una parte
che è situata fuori rispetto alle altre: questa tecnica è
chiamata “punto focale”. I dipinti di Rosenquist non hanno
questo punto focale infatti i nostri occhi continuano a muoversi per il
dipinto come dei nomadi. Le parti che più facilmente si possono
riconoscere dopo un primo sguardo sono le ballerine, il tavolo da
picnic, gli spaghetti e l’erba del prato. Molte persone
riconoscono il microfono ma al contrario hanno delle piccole
difficoltà a individuare la lampadina. La scritta Oxy si
riferisce al sapone per la lavatrice Oxydol, che è contenuto in
una scatola verde con archi bianchi, rossi e gialli. Una delle ragioni
perché le persone fanno fatica a individuare gli oggetti in
Nomad è che non sono riprodotti in scala, basti pensare alla
lampadina che risulta essere più grande delle ballerine. La
scala quindi svolge un ruolo estremamente importante nei lavori di
Rosenquist ,che molto spesso si diverte a giocarci. |
THE SWIMMER IN THE ECONOMIST (1997-1998, olio su tela, 401x609 cm, Aripeka Florida)
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| Rosenquist
continua a produrre dipinti e opere su larga scala, incluso il
più o meno recente dipinto, diviso in tre sezioni, chiamato
“The swimmer in the economist”, commissionato dalla
Deutsche Guggenheim Berlin. La serie di tre dipinti offre un dinamico
vortice di immagini, dai colori stesi seguendo un percorso circolare e
i beni di consumo, fino ad arrivare alla citazione sia del suo famoso e
imponente dipinto F-111 sia del famosissimo quadro
“Guernica” dell’autore spagnolo Pablo Picasso.
L’opera di Rosenquist commemora l’impresa cooperativa
divisa tra Deutsche Bank e il Solomon Guggenheim Foundation, e si
riferisce specialmente a una Germania unita, all’industria e alla
fiorente economia globale dell’era post Guerra-Fredda. Secondo il
pensiero di Rosenquist esiste un detto veneziano che afferma:”
L’artista nuota nell’acqua, mentre il critico rimane sulla
terraferma”. Così il nuotatore rappresenta la parte attiva
e l’economia è un sogno. Quindi il dipinto descrive
l’essere immersi in un tumulto.
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HORSE BLINDERS
(1968-1969, olio su tela e alluminio, 304x2575 cm, Colonia) |

| Rosenquist
ritiene che lo spazio pittorico sia molto più importante
dell’immagine e il suo uso di queste è molto spesso
più sintetico che analitico. L’ironia inoltre è
solo una componente minoritaria dei suoi lavori. Il suo lavoro è
stato catalogato come un nuovo tipo di pittura della storia, senza la
presenza dell’aspetto retorico e morale. Horse Blinders è
una delle tante colorate litografie di Rosenquist. L’immagine
consiste in ciò che sembra essere un cucchiaio immerso in un
vasetto di yogurt o pudding, con l’estremità del cucchiaio
staccata. Una parte di cavo elettrico entra nell’immagine da
sinistra, tuttavia il cavo può essere facilmente confuso per una
sorta di pennello utilizzato per dipingere. Rosenquist utilizza colori
brillanti, incluso uno spettro di colore dietro il vasetto di yogurt,
mentre in primo piano ci sono strisce molto sottili di colore rosso,
bianco e blu sulla parte superiore della macchia nera e macchie blu
sotto il rosso, il rosa e l’arancione. Rosenquist avrebbe fatto
un commento sulla tecnologia della cucina e su come essa sta eliminando
e creando allo stesso tempo i nostri “Horse Blinders”. |
INDUSTRIAL COTTAGE
(1977, olio su tela, 205x466 cm, Aripeka, Florida) |

| Industrial
Cottage rispecchia un miscuglio di quartieri e parchi industriali lungo
il golfo della costa della Florida, dove Rosenquist si stabilì
nel 1976. L’artista stava cercando un modo per esprimere il suo
debito dopo un catastrofico incidente automobilistico e il titolo
esprime l’ironica opinione di se stesso come una “Cottage
Industry”. Rosenquist divide la tela in tre zone, ciascuna
occupata da grandi forme che riflettono i suoi anni di pittore di
cartelloni pubblicitari. In ogni zona un macchinario dal colore freddo
entra in contrasto con le forme più soffici e i colori
più caldi. Rosenquist ha definito i dipinti di questo periodo
come i ritratti di se stesso e le immagini discordanti suggeriscono che
la pressione di guadagnare per vivere si intromise tra i comfort della
casa e nella sua relazione con l’artista Susan Hall. |
THE FRICTION DISAPPEARS
(1965, olio su tela, 122x112 cm, Smithsonian Amercan Art Museum) | 
| ):
Rosenquist inizialmente, prima di affermarsi come uno dei massimi
esponenti della Pop Art, si dedicava alla progettazione e alla
costruzione di grandi cartelloni pubblicitari; da questi infatti
riprenderà molti dei beni di consumo della società di
allora, i quali diverranno protagonisti dei suoi dipinti. Infatti
possiamo dire che Rosenquist ha allenato la sua arte tramite il lavoro,
come sopra citato, dipingendo slogan e pubblicità nel Minnesota
e nella famosa città di New York, dove doveva creare del cibo
delizioso e delle sigarette fumabili. The Friction Disappears
rappresenta lo scorrere facile delle immagini e l’informazione
nella nostra cultura, dove idee non collegate e contraddittorie sono
sovrapposte l’una all’altra. Rosenquist ha dipinto
l’automobile con lo stesso colore caldo degli spaghetti in
scatola semplicemente perché gli piaceva il colore. I minuscoli
elettroni che orbitano attorno al globo sulla portiera
dell’automobile, sono come dei sentieri di idee e di immagini che
si incrociano nel mondo moderno. Rosenquist mette a confronto le
inquietanti combinazioni che risultano “due bolle di sapone che
collidono e vengono insieme invece di distruggersi a vicenda”. |