Christo

Gabrovo 1935 -


Testo di Stefano De Carli



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5600 cu.m. package
Documenta 4, Kassel, Germania, 1967-68
cum In occasione della mostra di arte moderna Documenta IV, a Kassel, Christo e Jeanne-Claude crearono la più grande struttura pneumatica senza scheletro mai realizzata.Dopo tre tentativi falliti, la struttura fu montata il 3 Agosto 1968 con l’assistenza di cinque gru, due delle quali alte 66 metri e pesanti 200 tonnellate.Le due gru giganti, le più alte disponibili in Europa, stavano operando separatamente una nel nord della Francia e una ad Amburgo. Ci vollero due settimane solo per organizzare il loro arrivo contemporaneo a Kassel e per sollevare in verticale la struttura gonfiata.La struttura pesava sei tonnellate e consisteva di un involucro confezionato con 2000 metri quadri di tessuto Trevira, rivestito di PVC e legato con cavi.L’involucro, sigillato a caldo era imprigionato da una rete fatta con 3500 metri di uno speciale cavo allestito da montatori professionisti e bloccato con 1200 nodi.Una volta montata, la struttura risultò alta 85 metri e di 10 metri di diametro.Il capo ingegnere Dimiter Zagoroff progettò un basamento a culla di acciaio, 11 metri di diametro, pesante 3,5 tonnellate, per alloggiare la struttura pneumatica ad un’altezza di 11 metri dal suolo.La pressione dell’aria fu mantenuta da un compressore centrifugo con motore a giri variabili. Era disponibile anche un generatore di emergenza a benzina, in caso di mancanza di energia.Per mantenere la struttura in verticale, tiranti in acciaio furono ancorati a dodici plinti di fondazione, sei da 10 ton. e sei da 18 ton., che furono completamente rimossi quando, dopo tre mesi, la struttura fu smontata.Tutte le spese del progetto furono sostenute da Christo e Jeanne-Claude, per mezzo della vendita dei disegni originali, collages e precedenti lavori degli anni ’50 e ’60. Il terreno fu poi riportato alle sue condizioni originali.Gli artisti non accettarono alcun tipo di sponsorizzazione.





Dockside Packages, 
Porto Fluviale Di Colonia, 1961

dock

Contemporaneamente alla prima mostra di Christo alla Haro Lauhus Gallery, Christo e Jeanne-Claude crearono la loro prima opera ambientale temporanea “a cielo aperto”. La galleria era vicina al porto sul fiume Rhine. Per i “Dockside Packages” gli artisti usarono diverse pile di barili di petrolio e grossi rotoli di carta da imballaggio, coprendoli poi con fogli di tela cerata e assicurandoli con cavi. Col permesso dell’autorità portuale tutto il materiale fu preso a prestito dalle maestranze portuali. “Dockside Packages” era composto da diverse parti di varie dimensioni, ognuna di circa 5 x 2 x 10 metri. L’opera d’arte rimase montata per due settimane.











Running Fence,
Sonoma and Marin Counties, California 1972-76
runn Il 10 Settembre 1976 fu completato “Running Fence” , alto 5.5 metri, lungo 39.4 kilometri, steso in direzione Est-Ovest lungo la Freeway 101 a nord di San Francisco, sulle proprietà private di 59 ranchers, seguendo colline ondulate per poi scendere fino all’Oceano Pacifico a Bodega Bay. Il progetto artistico consistette in: 42 mesi di sforzi collaborativi, partecipazione dei ranchers, 18 udienze pubbliche, tre sessioni alla Corte Superiore della California, la redazione di un Rapporto di Impatto Ambientale di 450 pagine e l’uso temporaneo delle colline, del cielo e dell’oceano. Running Fence era costituito da 200000 metri quadri di pesante tessuto bianco di nylon, sorretto da un cavo di acciaio teso tra 2050 pali d’acciaio, ciascuno di 6,4 metri di altezza, diametro 9 cm.. I pali erano infissi nel terreno per un metro, senza fondazione in cemento ma strallati con tiranti (145 km di cavi d’acciaio e 14000 ancoraggi a terra). Le estremità superiore e inferiore dei 2050 pannelli di tessuto furono assicurate ai due rispettivi cavi con 350000 ganci. Ogni parte della struttura di “Running Fence” fur progettata per permetterne la completa rimozione, pertanto oggi sulle colline delle contee Sonoma e Marin non rimane alcuna visibile evidenza dell’installazione. Come concordato con i ranchers, con la Contea e con le Agenzie federale e statale, la rimozione di ”Running Fence” iniziò 14 giorni dopo il suo completamento e tutto il materiale fu lasciato ai ranchers. “Running Fence” attraversava 14 strade e la città di Valley Ford, lasciando il passaggio per auto, bestiame e selvaggina; fu progettato per essere visto da 65 km di strade pubbliche nelle contee di Sonoma e Marin.













Sourrounden Islands,
Miami, Florida, 1980-83
surr Il 7 Maggio 1983 l’installazione di “Surrounded Islands” fu completata. Nella baia di Biscayne, tra la città di Miami, North Miami, il villaggio di Miami Shores e Miami Beach, undici delle isole situate nell’area di Bakers Haulover Cut, Broad Causeway, 79° Street Causeway, Julia Tuttle Causeway e Venetian Causeway furono circondate con 585000 metri quadri di tessuto di polipropilene rosa che ricopriva galleggiando la superficie dell’acqua, estendendosi per 61 metri intorno a ciascuna isola. Il tessuto fu tagliato in 79 fogge diverse, per seguire i contorni delle isole. Per due settimane “Surrounded Islands”, che si estendeva per 11,3 kilometri, fu visto, avvicinato e apprezzato dal pubblico, essendo visibile dalle soprelevate, da terra, dall’acqua e dal cielo. Il colore rosa luminoso del tessuto risplendente era in armonia con la vegetazione tropicale delle verdeggianti isole disabitate, col cielo di Miami e coi colori delle basse acque della baia di Biscayne. Avvocati, biologi marini, esperti di animali, ingegneri marini, consulenti e costruttori lavorarono all’opera. Squadre di addetti raccolsero detriti dalle undici isole, misero rifiuti in sacchi e li portarono via con carriole; circa 40 tonnellate di varia spazzatura furono asportate: porte di frigoriferi, copertoni, lavelli da cucina, materassi e un’imbarcazione abbandonata. Le 79 sagome di tessuto furono tagliate in fabbrica; ad ogni cucitura fu applicata una striscia galleggiante. Le parti cucite furono poi piegate a fisarmonica per facilitare il loro dispiegamento in mare. L’estremità esterna del tessuto fu connessa a un boma con sezione verticale ottagonale di 12 pollici, dello stesso colore del tessuto.Il boma fu connesso ai tiranti radiali che si estendevano dagli ancoraggi a terra fino a 610 speciali ancoraggi, intervallati di 15,3 metri, 76 metri all’esterno del contorno dell’isola, e connessi al fondo calcareo della baia. Gli ancoraggi della estremità interna erano posti a terra, vicino ai piedi degli alberi , in modo che il tessuto coprisse la spiaggia e scomparisse poi sotto la vegetazione. Le zattere col tessuto e le sezioni di anello, da 3,7 a 6,7 metri di larghezza e da 122 a 183 metri di lunghezza, furono trainate su ciascuna isola. Le isole erano undici, ma in due casi, una sola sagoma di tessuto circondava due isole in un’unica struttura.
The Gates,Central Park, N.Y.C. 1979-2005 runnnn
Central Park è circondato da un lungo muro di pietra, ogni tanto interrotto dalle entrate, chiamate “Gates” da dove partono i percorsi pedonali. La griglia geometrica delle centinaia di isolati che circondano Central Park fu riprodotta nella struttura rettangolare dei pali di resina vinilica color zafferano, mentre il disegno a serpentina dei percorsi pedonali e la sagoma organica dei nudi rami degli alberi si rifletteva nei continui e sensuali movimenti dei pannelli di nylon, liberi di fluttuare nel vento. La fabbricazione dei materiali partì dopo che il Sindaco Bloomberg ebbe annunciato il 22 Gennaio 2003 il suo permesso all’installazione, che fu completata con lo spuntare dei 7503 pannelli il 12 Febbraio 2005. Le 7503 “Gates” erano alte 4,87 metri e di larghezza variabile, in funzione delle diverse dimensioni dei percorsi pedonali, tra 1,68 e 5,48 metri.I pannelli colorati appesi alla parte superiore delle Gates scendevano fino a circa 2 metri dal suolo. Le Gates erano distanziate l’una dall’altra di 3,65 metri, tranne ove impedito dai rami degli alberi. Le Gates e i pannelli si potevano scorgere da lontano attraverso gli spogli rami degli alberi. L’opera rimase montata per 16 giorni, poi le Gates furono rimosse e i materiali riciclati. I pali quadrati da 12,7 cm. Di sezione furono estrusi da 96,5 km. di fibra vinilica color zafferano. I pali verticali furono fissati con 15006 basamenti d’acciaio, pesanti ciascuno da 278 a 380 kg., posti sulla pavimentazione senza praticare fori nel terreno. I componenti delle Gates furono fabbricati da sette produttori della East Coast U.S.A. La tessitura e il taglio dei pannelli fu eseguita in Germania. 600 operai in squadre di otto installarono 100 Gates per squadra. Le squadre di controllo e smontaggio comprendevano altri 300 operai. Il personale di controllo assisteva il pubblico, rispondendo alle domande e distribuendo un milione di campioni di tessuto. Tutti gli addetti furono economicamente compensati e ricevettero la colazione e un pasto caldo al giorno. Ogni notte personale professionale subentrava per garantire la sicurezza. I cittadini di New York durante la permanenza delle Gates poterono usufruire del parco come sempre. Pe coloro che passeggiavano attraverso le Gates, il tessuto colorato era un soffitto dorato che spandeva calde ombre. Se osservato dagli edifici intorno al parco, le Gates sembravano un fiume dorato che appariva e scompariva tra i rami nudi degli alberi facendo risaltare la forma dei serpeggianti sentieri. La rimozione di “The Gates” iniziò il 28 Febbraio 2005 e fu completata l’11 Marzo.








Valley Curtain,
Rifle Colorado 1970-72
vcc Il 10 Agosto 1972, a Rifle, nel Colorado, tra Grand Junction e Glenwood Spring, nel Grand Hogback Mountain Range, alle 11 del mattino, un gruppo di 35 montatori e 64 aiutanti, studenti d’arte, di college e artisti itineranti collegarono gli ultimi 27 cavi che assicuravano un sipario arancione di tessuto di nylon di 12780 metri quadri ai suoi attacchi sui fianchi del valico di Rifle Gap, sette miglia a nord di Rifle, sulla statale 325. La Valley Curtain fu progettata da Dimiter Zagaroff e John Thomson della Unipolycon di Lynn, Massachusetts e da Ernest C. Harris della Ken R. White Company di Denver, Colorado. La Valley Curtain fu sospesa per una larghezza di 381 metri e ad un’altezza variabile tra i 111 metri alle estremità e i 55 metri al centro. Una gonna di 3 metri fu attaccata alla parte inferiore per chiudere la luce tra il sipario e il terreno. Un involucro esterno racchiudeva come un bozzolo il Valley Curtain completamente assiemato, come protezione durante il trasporto e il montaggio. Il Curtain era agganciato con 11 morsetti ai quattro cavi principali superiori. I cavi erano lunghi 417 metri, pesavano 49895 kg. e furono ancorati a 720 tonnellate di fondazioni in cemento. Il fondo della Curtain era collegato a un cavo in Dacron da tre pollici, dal quale partivano i cavi di controllo e collegamento ai 27 punti di ancoraggio a terra. Il progetto fu completato in 28 mesi. L’11 Agosto 1972, 28 ore dopo il completamento, un vento di più di 100 km/h rese necessario lo smontaggio dell’installazione.







Wrapped Coast,
Little Bay, Australia, 1968-69
vcoast Little Bay, proprietà dell’ospedale Prince Henry, è sita 14,5 kilometri a sud-est del centro di Sidney. La costa dirupata del sud Pacifico che fu rivestita si estende per circa 2,4 kilometri, è profonda dalla parete al mare dai 46 ai 244 metri ed è alta nella parte nord 26 metri e al livello del mare nella parte sud, costituita da spiaggia sabbiosa. 90000 metri quadrati di tessuto antierosione ( fibra sintetica normalmente usata in agricoltura) furono usati per il rivestimento. 56,3 kilometri di corda di polipropilene da 1,5 cm. di diametro affrancavano il tessuto alle rocce. Furono usate pistole Ramset ( pistole a carica chimica) per fissare 25000 attacchi, perni filettati e clips che assicurarono la corda alla roccia. Durante un periodo di quattro settimane furono spese 17000 ore di manodopera da parte di 15 scalatori professionisti e 110 lavoratori, reclutati tra studenti d’arte e di architettura dell’Università di Sidney e dell’East Sidney Technical College, insieme a diversi artisti e insegnanti australiani.Tutti gli scalatori e i lavoratori furono pagati, eccetto undici studenti che rifiutarono ogni compenso. Il progetto fu interamente finanziato da Christo e Jeanne-Claude per mezzo della vendita degli studi preparatori originali eseguiti da Christo (disegni, collages, modelli in scala), così come precedenti lavori, “Wrapped Objects” degli anni ’50 e ‘60 e litografie. Gli artisti non accettarono alcuna sponsorizzazione. La costa rimase rivestita per un periodo di dieci settimane a partire dal 28 Ottobre 1969. Poi tutti i materiali furono rimossi e riciclati e il sito fu riportato alle sue condizioni originarie.






Wrapped Roman Wall,
Roma, Italia, 1974
wall Situate in fondo a via Veneto, una dei viali più frequentati di Roma, e al confine coi giardini di Villa Borghese, le mura furono fatte erigere 2000 anni fa dall’imperatore Marco Aurelio per circondare la città. Nel Febbraio/Marzo del 1974, per un periodo di 40 giorni, le mura furono rivestite su entrambi i lati, sulla sommità e all’interno degli archi con polipropilene e corde. 40 montatori completarono l’opera temporanea in quattro giorni. Il progetto fu coordinato da Guido Le Noci, amico di vecchia data di Christo e proprietario della galleria Apollinaire, che nel 1963 aveva ospitato due mostre personali dell’artista. La Wrapped Roman Wall fu finanziata da Christo e Jeanne-Claude per mezzo della vendita degli studi preparatori eseguiti da Christo (disegni, modelli in scala), così come precedenti lavori e litografie. Gli artisti non accettarono alcuna sponsorizzazione. Dopo 40 giorni i montatori iniziarono la rimozione dell’opera; tutti i materiali furono riciclati. Dei quattro archi rivestiti, tre furono costantemente usati per il traffico automobilistico e uno fu riservato ai pedoni.